Cose che leggendo, specialmente di notte, mi scatenano un senso di "WTF?"
"tenendo conto che il linguaggio comune - spietato come gli esseri umani che lo parlano..." chiaramente, non è un libro di linguistica, ma un'operetta morale.
"necroforo" (= becchino) mi mancava [ma in quanto -foro non è un portatore di morte anziché di morti?]
"press'a poco" sono certa che sia esatto perché questo tipo di sicuro ne sa più di italiano di me ma non posso evitare di pensare alla volta che vidi scritto *"dal tronde".
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venerdì 20 maggio 2011
mercoledì 27 aprile 2011
Penso, *ma esisto
Certo che i libri di linguistica italiana diventano talvolta incredibilmente poetici e nascondono spunti di storie infinite. Ad esempio, parlando di coesivi, la trattazione delle anafore nelle terzine dantesche su Francesca da Rimini e l'onnipotente amor. Oppure concetti di sapore vagamente distopico con l'asterisco dell'inaccettabilità:
O nel modo abbastanza tragico in cui presenta il dialogo tra una malata di Alzheimer e una psicologa.
O anche l'assai piena di pathos analisi linguistica della polisemica poesia Italia di Ungaretti.
Cosa non si fa per non studiare
"Penso, *ma esisto"che espone la logica un po' truzza nel mondo giovanile italiano. Sì, penso, ho un cervello, però so vivere, che vi pare.
O nel modo abbastanza tragico in cui presenta il dialogo tra una malata di Alzheimer e una psicologa.
O anche l'assai piena di pathos analisi linguistica della polisemica poesia Italia di Ungaretti.
Cosa non si fa per non studiare
Trattasi di
libro,
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pensomaesisto,
poesia
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